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Luigi Polesello e Panama Tame: un binomio in costante ascesa

0 di MaddaVi

Dopo l’emozionante tappa di FEI World Cup veronese e dopo aver tirato le somme del CSI5* scaligero, abbiamo avuto occasione di scambiare quattro chiacchiere con Luigi Polesello.

Classe 1994, nato a Pordenone, questo U25 è astato artefice di numerosi ed eccellenti risultati negli ultimi anni.

Come Young Rider nel 2015 ha partecipato ai Campionati d’Europa di Wiener Neustadt in Austria difendendo poi i colori italiani in vari concorsi internazionali all’estero.

Poche settimane fa, con Panama Tame si era classificato terzo con l’Italia nella Coppa delle Nazioni dello CSIO3* di Samorin. Inoltre, è stato in campo allo CSIO di Dublino e nella rosa dei binomi azzurri presenti al LGCT di Roma, concludendo come 2° miglior azzurro in GP. Polesello aveva anche già affrontato l’arena del Pala BMW nel 2014 e nel 2016.

La sua presenza in campo a Verona è stata una delle più discusse: infatti, all’inizio, non era stato convocato tra i 9 binomi con accesso al GP, ma era stato inserito insieme a Roberto Arioldi tra i convocati senza la partecipazione alla Coppa del Mondo. Tuttavia, a pochi giorni dall’inizio della gara, con l’aggiunta di Moneta e Delnevo, era stato ammesso tra i binomi che si sarebbero presentati in campo domenica.

Visti gli ottimi risultati conseguiti a Verona e nel corso di questa stagione, ne abbiamo approfittato per rivolgergli qualche domanda.

– Sei già stato a Verona nel 2014 e nel 2016, si dice cha la terza volta sia quella giusta, che ne pensi?

“Penso che sia proprio così! Tutta la stagione è andata bene e ci siamo preparati davvero tanto per arrivare a Verona al massimo della forma. Inoltre, fin dalla mattina c’era qualcosa nell’aria, si sentiva che sarebbe successo qualcosa di bello e che sarebbe andata bene!”

Luigi è riuscito a portare a Verona lo stesso cavallo in tutte e tre le edizioni dell’evento scaligero. Non capita certo a tutti di avere una simile occasione e di crescere così tanto sportivamente con un solo cavallo.
Una storia, quella di Luigi e Panama, che affonda le radici a quattro anni fa: incontrati quasi per caso, quando Panama aveva già 10 anni ed una notevole esperienza a questo livello grazie a Pilar Lucrecia Cordón, è stato amore a prima vista.

– Quest’anno per te è stato davvero importante: 9° ai Campionati italiani, innumerevoli piazzamenti, lo CSIO5* di Dublino, lo CSIO di Samorin con la 3^ posizione a squadre, 2° miglior azzurro nel GP del CSI5* LGCT di Roma… sempre con Panama Tame e Farao van het Vennehof: come ti senti davanti a tutti questi incredibili risultati?

Sicuramente è stata una stagione impegnativa e ricca di ottimi risultati ed esperienze positive. Abbiamo lavorato tanto, e questi risultati sono la dimostrazione che sono sulla strada giusta”

– Ti aspettavi di venire convocato? Hai saputo quasi all’ultimo che avresti preso parte al GP di Coppa, come hai gestito la situazione con Panama?

“All’inizio è stato quasi uno shock, emotivamente parlando. E’ stata un’emozione indescrivibile e sapevo di dover rimanere freddo e concentrato per tutto il percorso. Quando dopo l’ultimo salto ho guardato il tabellone quasi non ci credevo! Devo ringraziare tutti quelli che mi sono stati vicino e soprattutto coloro che si sono battuti per farmi prendere parte a questo Gran Premio

– Cosa ne pensi, in generale, dell’edizione appena conclusa?

Credo che sia andata bene, molto bene. Quattro azzurri in barrage non era mai successo. C’era un po’ di ansia da parte del pubblico perché l’Italia non aveva brillato nel Piccolo GP… ma era una categoria di contorno, tutti puntavano al GP di domenica, non c’era motivo di ingranare le marce in quelle categorie.

– Quali sono i tuoi programmi futuri per questa stagione e per la prossima?
Adesso pensavo di concedere un po’ di riposo ai miei cavalli di punta. Hanno fatto parecchi km in questa stagione e se lo meritano. Forse farò una gara impegnativa, ma non subito. Per ora devo portare in gara alcuni cavalli giovani. E poi ho la scuderia da gestire, ma c’è anche mia mamma che mi aiuta, quindi riesco a star dietro a tutti i cavalli senza problemi. Sicuramente tutto il lavoro che verrà fatto sarà in previsione di una stagione outdoor da affrontare nel migliore dei modi.

– Ti va di raccontarci qualcosa in particolare?
Quando sono uscito dal campo gara, mi ha raggiunto il Presidente della Federazione Italiana Sport Equestri, Marco di Paola,  che era emozionantissimo ed aveva gli occhi lucidi! Era quasi più felice di me, che dovevo ancora realizzare quello che era successo…!

 

 

 

Foto: sportfot//FB