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Una foto, una storia: Milton e Jappeloup

Siamo nel 1987 a San Gallo, in Svizzera, dove si sono svolti i Campionati Europei di Salto Ostacoli di quell’anno.

milton e jappeloup



Un giro d’ onore che vale 4 medaglie, 2 ori e 2 argenti: l’oro individuale e l’argento a squadra per Jappeloup, l’argento individuale e l’oro a squadra per Milton.

Quattro medaglie, una piccola parte del loro bottino complessivo, tra 14 le medaglie vinte nei vari campionati Europei, mondiali o nelle Olimpiadi.
Senza tenere conto delle 14 vittorie in Coppa del Mondo di Milton, di  cui due nella finale.

Una rivalità tra i due durata più anni, ma senza che uno si dimostrasse migliore dell’altro. Erano semplicemente due campioni diversi, entrambi uniti da un solo destino: diventare delle leggende.

Jappeloup, nasce nel 1975 da Henry Delage , figlio di un trottatore (Tyrol II) e di una purosangue (Venerable), un incrocio inusuale per un cavallo che avrà la particolarità di essere piccolo (1m58) e nero, una combinazione irresistibile.

MJInizialmente, era stato scartato dallo stesso cavaliere che poi lo avrebbe portato all’apice della carriera: Pierre Durand. La loro avventura, infatti, li porterà sul gradino più alto del podio alle Olimpiadi di Seul 1988.

Jappeloup, diventato Jappeloup de Luze (la casa de Luze, produttrice di cognac, è stata il loro sponsor per tutta la loro carriera) e il suo cavaliere, conosceranno  la loro piu grande delusione durante i Giochi Olimpici di Los Angeles nel 1984, dove in seguito ad un rifiuto, Pierre Durand cade, lasciando un’ indimenticabile immagine di quel cavallino morello e scosso che galoppava libero nel campo.

Ma “Bout d’zan“, come veniva chiamato dai suoi fan, si riprenderà in fretta da questo fallimento: Campione di Francia nel 1986 (per la seconda volta, la prima nel 1982 quando aveva solo 7 anni); 4° nella finale di World Cup ad Aachen; Campione d’Europa nel 1987 e oro olimpico a Seul 1988.

Nel 1991 venne ritirato definitivamente delle competizioni, ma non godrà di una lunga pensione: infatti, morirà solo un mese dopo, il 5 novembre, lasciando un grande vuoto nell’equitazione e nel cuore del suo cavaliere.

Milton, invece, nasce nel 1977 in Inghilterra , figlio di Marius (KWPN ) ed Epauletta.

MJCaroline Bradley, l’amazzone di Marius con quale ha  avuta una brillante carriera internazionale, non esitò a lungo prima di decidere di acquistare suo figlio Milton, ancora puledro.

Con lei, debutterà a 4 anni nelle competizioni, un inizio di carriera che verrà interrotto drammaticamente nel 1983 quando Caroline morì durante una gara, vittima di un infarto.

Nella primavera 1985, Milton venne affidato a John Whitaker. Il cavallo era stato fermo più di un anno a causa di un problema ad un tendine, quindi ci volle del tempo prima di rivedere Milton in campo gara.

John Whitaker lo portò nelle più grandi competizioni internazionali, ottenendo un grande successo in particolare modo nel circuito di World Cup. I due ottengono subito ottimi piazziamenti, tra cui spiccano: un secondo posto a Bruxelles, un settimo piazzamento a Olympia e una vittoria a Bordeaux, davanti a Jappeloup!

La loro, è una carriera che va crescendo sempre più:, campione Europeo nel 1989 e nel 1990 e oro a squadre nel 1987, 1989 e 1990; due vittorie nella finale di World Cup, nel 1990 e 1991, e secondi nei WEG del 1990.

Nel palmares di Milton non ci furono mai medaglie olimpiche. Questo, a causa di un accordo tra la famiglia Bradley e la Federazione Inglese. I genitori di Caroline, infatti, non hanno mai voluto che Milton prendesse parte ai Giochi perché ritenevano che la loro figlia avrebbe dovuto prendere parte ai Giochi Olimpici del 1976. A loro parere, Caroline, non venne ingiustamente selezionata.

Nel 1992, però, accettarono di lasciarlo partecipare ai Giochi di Barcellona, ma Milton non al meglio della sua forma e le avverse condizioni meteorologiche resero molto difficile tutta la gara ed il sogno di una medaglia olimpica sfumò.

Nel 1994, Milton iniziò un periodo di meritato riposo a casa Whitaker nello Yorkshire.
Mori 4 anni dopo, il 4 luglio 1999 a 22 anni in seguito a una colica.

Ma quello che ha creato la ” leggenda” di Milton e Jappeloup, non sono solo quelle numerose vittorie e la sana rivalità che esisteva tra il piccolo cavallo nero e il fenomeno grigio dalla criniera sempre sciolta, ma quella aura speciale che circondava  questi due cavalli.

statua JappeloupFuori campo erano seguiti dai loro fans come se fossero delle vere rock star, tutt’ ora le loro tombe vengono fiorite ogni anno durante l’ anniversario della loro morte.
La statua di Jappeloup a grandezza naturale è presente nel parco del museo Olimpico di Losanna.

In campo, quello che faceva e che forse continua a fare tutt’ ora era la differenza tra loro e gli altri cavalli.
Probabilmente, la loro “marcia in più” non è da cercare nello stile, nella tecnica o nella forza, ma semplicemente… nel cuore!

 

 

Foto/Fonte: ridemagazine//youtube//pinterest//skyrock

 

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