I cavalli amano davvero le coperte!?

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Già a settembre i cavalli in molte scuderie, hanno addosso almeno una coperta. Magari non fa ancora freddo ma una copertina, anche leggera, è d’obbligo. E le motivazioni sono tantissime, anche se, la più gettonata, è sempre “se no gli cresce il pelo e suda”.

Nessuno si è mai chiesto perché a settembre gli cresca il pelo, anche se la temperatura esterna è la stessa di agosto?

Senza tediarvi sulla fisiologia e sull’influenza degli ormoni, vi basti sapere che la crescita del pelo non è dettata solo dalla temperatura esterna, ma anche dalle ore di luce che ci sono nel corso della giornata.

Da settembre in avanti le ore di luce diminuiscono e il pelo inizia a crescere.

In inverno, qua in scuderia, non facciamo che mettere e togliere coperte perché molti dei cavalli che sono ricoverati da noi le devono portare. Non tutti sono tosati, ma vanno comunque protetti dal freddo e quindi, sia in scuderia che al paddock, li teniamo coperti. Abbiamo coperte da box e coperte da paddock impermeabili che alterniamo durante la giornata.Gorgo 2

Ma quante coperte insieme è giusto mettere ad un cavallo perché stia caldo?

Per rispondere a questa domanda inizio subito con il dirvi che personalmente è molto raro che metta più di 1 coperta alla volta. Se proprio arrivano tosati quasi a pelle e temo che prendano freddo, magari di notte ne aggiungo una più leggera sotto al piumino, ma è raro. Meglio un unico piumino più pesante perché, a mio avviso, 2 coperte sono eccessive, figuriamoci 3! Si, perché qualcuno ne mette addirittura 3 con il risultato di avere dei cavalli imbalsamati nel box che fanno fatica anche a muoversi.

Avete mai preso in mano una coperta invernale per cavalli?

Non è leggera, anzi… Pensate di averne 3, una sopra all’altra sulla schiena la maggior parte della giornata. Non credo che sarebbe piacevole, sarebbe come portarsi sempre qualcuno, che pesi una ventina di chili almeno, sulla schiena. Se poi ci aggiungete le fasce su tutte e quattro le gambe otterrete sicuramente un cavallo che non si sentirà molto libero nei suoi movimenti.

I cavalli non sono animali freddolosi, si sono evoluti in aree della terra molto fredde e quindi preferiscono di gran lunga il freddo al troppo caldo. Credo che proprietari e cavalieri che amano abbondare con le coperte, lo facciano per un loro istinto inconscio che gli fa pensare che se non li coprono abbastanza non li proteggono abbastanza, non tenendo in considerazione però quelle che sono le loro reali esigenze.

Un cavallo troppo coperto non si sentirà abbastanza libero di scappare davanti al pericolo, esigenza fondamentale per il suo benessere di animale da fuga.

Bisogna sempre riuscire a mediare tra il coprirli abbastanza perché rimangano in salute e il farli sentire bene. Quello che io in inverno temo di più non è il freddo in sé, ma gli sbalzi termici che sono causa frequente di problemi respiratori e di coliche intestinali.

Un paio di stagioni fa mi hanno portato in clinica un cavallo infortunato tosato così tanto da essere praticamente nudo. Aveva con sé solo una coperta di cotone, così io di notte ne ho aggiunta una più pesante. Non l’ho coperto eccessivamente perché speravo di vedergli crescere il pelo più velocemente, ma invece dopo 2 mesi il pelo era cresciuto pochissimo. Evidentemente le coperte che gli mettevamo erano sufficienti a tenerlo caldo e il suo fisico non sentiva l’esigenza di proteggersi ulteriormente. Tra il pelo e la coperta si crea sempre uno strato di calore che rimanendo a contatto con il cavallo è spesso sufficiente a tenerlo caldo.

Gli animali, per proteggersi dal freddo, oltre che farsi crescere il pelo, si creano uno strato d’aria tra il pelo e la pelle che fa da isolante e fa sembrare il pelo, se non è stato tosato, molto più folto di quello che è realmente.
Per questo con i primi freddi avete l’impressione che al cavallo cresca il pelo in una sola notte…

Negli anni ho anche visto cavalli che di portare la coperta proprio non ne volevano sapere, gliela mettevi alla sera e la mattina li ritrovavi nudi con la coperta distrutta in un angolo del box. Questi soggetti, sono convinta che vedano coperte e fasce come una eccessiva limitazione alla loro libertà e che cerchino di liberarsene applicandosi al massimo.

 

Molti altri cavalli però, amano molto avere addosso una coperta quando fa freddo, ma 2 o addirittura 3 sono sicura che le sopportino mal volentieri. Vi ricordo che i cavalli per loro natura è raro che esteriorizzino il disagio, quindi sembrano star bene anche quando magari c’è qualcosa che gli da fastidio.

Atri soggetti più di carattere, invece, cercano di segnalarvi il loro disagio come possono. La mia Peppina, per esempio, tutte le volte che le mettevo la coperta digrignava i denti in segno di disapprovazione, facendomi ben capire quale fosse il suo pensiero a riguardo. Così quando ha smesso di fare le gare, ha smesso anche di portare la coperta con sua grande gioia.

E allora che fare per proteggerli dal freddo, soprattutto se sono tosati, senza sovraccaricarli di coperte?

A me piacciono molto i “pigiamini”, delle copertine leggere fatte di tessuti tecnici che rimanendo aderenti al cavallo favoriscono la creazione di un microclima molto favorevole tra la pelle e il tessuto della coperta. Sopra a questa copertina generalmente si mette una coperta di piumino e il peso delle due coperte, una sopra all’altra, non è eccessivo.

In più posso dirvi che anche per i cavalli, come per noi umani, fanno adesso delle coperte con tessuti a mio parere eccezionali, perché pesano poco ma tengono caldissimo e quindi, anche da sole, tengono caldo il cavallo senza gravargli eccessivamente sulla schiena.

Ogni volta che in inverno avete la necessità di coprire il vostro cavallo pensate anche al suo benessere tenendo in considerazione:

  • Il numero delle coperte: troppe coperte pesanti una sopra all’altra gravano molto sulla schiena del cavallo.
  • La qualità e il peso delle coperte: bastano meno coperte di qualità migliore
  • Il benessere del cavallo: i cavalli sono a disagio se si sentono impossibilitati a muoversi come vorrebbero.

Un ringraziamento speciale per questo articolo va alla  Dott. Carlotta Caminiti, responsabile del Centro Veterinario Le Cicogne.