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Quando l’equitazione aiuta a rinascere, la storia di Béatrice

0 di Tacchiacavallo

Ad un anno dagli attentati di Bruxelles, ecco la storia di Béatrice De Lavalette, giovane amazzone che grazie all’amore per l’equitazione oggi è tornata a sorridere e punta ad un obiettivo molto ambizioso: i giochi paralimpici di Tokyo 2020.

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Béatrice è una ragazza di 17 anni quando il 22 marzo 2016 è coinvolta dai terribili attentati che scuotono il cuore dell’Europa. Si trova all’aeroporto di Bruxelles quando rimane gravemente ferita dallo scoppio di una delle due bombe piazzate dai terroristi: perde entrambe le gambe e deve lottare a lungo contro le ustioni. Per molto tempo viene messa in coma artificiale e deve affrontare ben 10 interventi chirurgici. Quando si sveglia la sua vita non è più la stessa, ma quello che non cambia è il suo carattere forte e la sua grande passione: l’equitazione.

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“Quando sono uscita dall’ospedale dopo tre mesi, Didi, la mia cavalla, è venuta verso di me e ha iniziato a baciarmi e a farmi le coccole“ ha spiegato Béatrice.

“Non ti senti arrabbiata per quello che è successo?” le chiede il giornalista che la intervista. “No, non lo sono. Lo sono stata per un po’, all’inizio, ma poi mi sono detta che non aveva senso continuare ad essere arrabbiata, che dovevo riprendere la mia vita. Anzi, oggi ho molta più fiducia in me stessa e mi sento anche più aperta alle novità.” Una lezione di vita davvero forte e toccante che arriva da una ragazza che oggi, a 18 anni, grazie anche al sostegno degli amici e della famiglia, può ricominciare a progettare il futuro: finire la scuola, godersi un anno sabbatico e poi iscriversi all’università e ovviamente continuare con l’equitazione. Coraggio e perseveranza, valori legati al mondo dello sport che oggi fanno parte della sua vita quotidiana.

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Oggi Béatrice è tornata a cavalcare e si è posta un obiettivo davvero molto ambizioso, ma non irraggiungibile: partecipare ai prossimi giochi paralimpici che si terranno nel 2020 a Tokyo.

Foto: Courtesy of www.rtl.be

 

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